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Monti Azzurri
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il territorio dei piccoli incanti

SIMONE DE MAGISTRIS

Simone de Magistris nacque nel 1538. Figlio di Giovanni Andrea de Magistris, ebbe i primi contatti con l'arte a 15 anni, quando suo zio Durante lo lasciò per otto giorni alla bottega del Lotto perchè sperava che ricevesse le sue stesse conoscenze. In verità le sue opere avevano uno stile diverso rispetto a quello del Lotto ma di lui tenne presente i colori accentuati, la smania per la ricerca che fecero dei suoi quadri uno stile personalizzato che soddisfa perciò chi non ricerca il sublime. Simone lavorò prevalentemente nelle Marche anche se conosceva altre culture, soprattutto quella toscana. Nella seconda metà del '500 fece un salto di qualità dedicandosi alle vicende della vita di Cristo. Divenne molto amico del Cardinale Evangelista Pallotta, che gli permise di salire molti "gradini" nelle gerarchie pontificie.
Per alcune sue opere si ispirò ad altri pittori ma riuscì a farsi notare perchè esprimevano libertà e sicurezza. Tra le sue opere ricordiamo: "Ultima cena", "Cristo nell'orto", "Cristo davanti a Pilato". Ricordiamo inoltre gli affreschi di Matelica in cui c'è un particolare riferimento alle opere del Lotto; tra le opere più belle sono da ricordare "Storie della Passione" a San Ginesio, il "Presepe" di Fabriano, la "Pala di Ripatransone" e "La deposizione". Una delle opere maggiori della sua attività e che ci è giunta intatta è la decorazione dell'abside nel tempio di Macereto, un piccolo paese che sorge presso Visso e l'opera che fece riguardava una serie di episodi legati alla vita della Madonna. Un altro importante dipinto giuntoci intatto, anche se con colori un po' sbiancati, è quello di
"San Martino" a Caldarola. Nonostante ciò non furono considerati di particolare importanza e quindi vennero trascurati per molto tempo.
Il De Magistris si dedicò non solo alla pittura ma anche alla scultura di cui possiamo ammirare tutt'oggi le opere eseguite con schemi tradizionali e figure allegoriche.
Nel 1588 il suo stile mutò lasciando quello rinascimentale e ritornando a quello medioevale con un'arte libera fatta di sovrapposizioni di colori che davano luminosità; tutto ciò possiamo trovarlo nel pentittico del 1558, cinque dipinti della parete absidale della chiesa di Vestignano: a sinistra l'Assunzione, con vari colori, dal bianco, al rosa, viola, giallo. Segue San Martino che dona il mantello al povero (tema trattato pure dal padre di Simone); al centro c'è la Crocifissione in cui il rosso è il colore dominante. A destra della Crocifissione c'è San Giorgio che uccide il drago (con meno narrazione fiabesca rispetto al dipinto di Giovanni Andrea). Infine c'è la Resurrezione, che richiama, nella parte superiore, l'opera di Tiziano. Nella parte inferiore troviamo: a sinistra San Biagio e un paggetto, a destra San Martino che presenta il castello di Vestignano. Altre opere sono a Matelica, Serravalle del Chienti, San Ginesio, Potenza Picena, Osimo e Fabriano.
Simone fu un pittore complesso, ricco di umore, nelle sue opere non è mai ovvio e ripetitivo; è deciso e controllato. E' per questo che possiamo dire che abbia ben espresso la lezione del Lotto. A. Bittarello lo definisce "il cantore, il pittore, lo storico, il poeta, il pittore devozionale della Caldarola del '500" perchè seppe parlare del popolo attraverso un linguaggio semplice.