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Monti Azzurri
Monti Azzurri
il territorio dei piccoli incanti

GEOLOGIA E GEOMORFOLOGIA
L'area montuosa è prevalentemente costituita da terreni calcarei, molto resistenti all'erosione, che originano quindi versanti ripidi come quelli lungo la valle del Chienti a monte di Pievefavera. L'area collinare è invece formata da sedimenti più facilmente erodibili, come marne, argille e arenarie.
Il perdurare dell'attività tettonica dell'area è testimoniato dal succedersi nel tempo di numerosi terremoti che hanno interessato il territorio di Caldarola (1799 IX grado della scala Mercalli, 1936, 1937, 1943 e 1951 che raggiunsero il VII grado). Tutti questi terremoti vengono attribuiti ai movimenti legati al sollevamento della catena appenninica.
Dal punto di vista idrografico questo territorio appartiene al bacino del Chienti, in questa porzione di territorio cadono in media ogni anno 1000-1050 mm di pioggia. Il Chienti scorre in una valle piuttosto stretta tra i paesi di Bistocco e Valcimarra fino a formare il lago di Pievefavera (altrimenti detto di Caccamo o di Borgiano) ottenuto con uno sbarramento artificiale e situato all'altezza di Caccamo di Serrapetrona. Il lago ha una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d'acqua e un'estensione di circa 66 ettari.
I principali affluenti del Chienti sono il fosso di Valcimarra, il fosso Fontanelle e il fosso delle Conce.
Il territorio di Caldarola è ricco di acque sorgive anche di ottima qualità; le colline circostanti sono disseminate di piccole sorgenti, generalmente di portata scarsa, che alimentano acquedotti e abbeveratoi. Sorgenti con portate cospicue sono ubicate invece lungo le principali incisioni vallive ai piedi dei versanti calcarei, generalmente in corrispondenza di formazioni praticamente impermeabili come le "Marne a fucoidi" e la "Scaglia cinerea". Tra queste, una delle più importanti è la sorgente "Trevase" che alimenta l'acquedotto di Tolentino. Altre sorgenti degne di nota sono quelle presenti lungo il fosso di Valcimarra e quelle ubicate lungo il fosso delle Conce.
La formazione gessoso-solfifera", che affiora nei dintorni di Caldarola veniva usata nelle piccole fornaci o come materiale di costruzione.
Insieme all'orogenesi dei rilievi inizia l'azione degli agenti atmosferici (acqua, vento, ecc.) che determinano il modellamento delle colline producendo notevoli quantità di detriti. Così hanno avuto origine i vari accumuli di materiale, principalmente ghiaia.
I depositi di detriti sono stati oggetto di attività estrattive in modo indiscriminato, tanto ché attualmente l'area è disseminata di piccole cave abbandonate; a proposito sono da ricordare le cave in roccia presenti lungo la strada statale n° 77 tra Campolarzo e Caccamo che costituiscono delle situazioni di grave degrado ambientale difficilmente sanabili.